L'OltrePo e le Terre Matildiche.

Itinerario:Partenza da Suzzara per Gonzaga, Pegognaga, Moglia, S.Benedetto Po (Governolo), Pieve di Coriano,Felonica  Po,Stellata(Fe).
Cosa vedere:
Suzzara: Museo arti e mestieri - Galleria del Premio Suzzara - Parco S.Colombano.
Palidano: Mostra fotografica del concorso di Miss Italia - Villa Strozzi sede dell'Istituto Agrario - Cava Margonara,laghetto per la pesca sportiva.
Gonzaga: Centro storico e chiesa di S.Benedetto - Parco Pascoletto , con laghetti per la pesca sportiva.
Bondeno: Corte Matilde.
Moglia:Museo Lineare delle bonifiche.
Pegognaga: Pieve di S.Lorenzo ed il parco di S.Lorenzo.
S.Benedetto Po: Il Monastero di Polirone, Abbazia di Matilde di Canossa con annesso Museo Polironiano e museo della Cultura Popolare Padana.
Pieve di Coriano: La Pieve di S.Maria Assunta.  
Felonica Po: La chiesa di S.Maria Assunta .Museo della seconda guerra mondiale.
Stellata: La Rocca Possente

 

 

 

 

Eventi: Suzzara: Nebbia Gialla, Festival Noir, 3 Febbraio 2008 - Il Po le Corti e la Festa maggio 2008 - Oltre Po mantovano ed i suoi sapori Giugno 2008.Polenta in festa.

Palidano:"Féra d' la Pèpa dal Palidàn", ultima domenica d'agosto.

Punti sosta: non sono segnalati particolari problemi per la sosta dei Camper.Aree attrezzate: Moglia in piazza Di Vitorio di fronte allo stadio con camper service ed acqua. potabile.Camper Service: Suzzara, via Donella presso l'isola ecologica.Informazioni in loco. 

Il territorio dell'Oltre Po è un lembo di terra lombarda che si"mescola" con l'Emilia.Altrimenti detto "La Bassa", si trova a destra del fiume Po dal quale è difeso da alti argini, vere e proprie dighe di terra che lo proteggono dalle "piene" del fiume.Gli innumerevoli canali che " tagliano"la pianura fungono da "vaso d'espansione" . I flussi delle acque sono regolati da un complesso sistema di" chiuse" e di stabilimenti idrovori costruiti alla fine del 1800 da schiere di "scarriolanti", operai che con i badili hanno scavato alvei, innalzato argini traspotando la terra necessaria con carriole di legno. Le strade che l'attraversano sono tortuose, piene di curve, collegano le corti ed i paesi salendo e scendendo dagli argini maestri.La" bici" è Il mezzo di trasporto più adato per percorrere lentamente la pianura dove si incontrano ancora "Curati di campagna" in bicicletta da donna con "passo" da uomo ed il tipico"tabarro" che vanno a"dire Messa" in piccole chiese.

In ordine progressivo: Il parroco e la sua chiesa di campagna.Villa Strozzi, l'interno della villa ed il suo parco.

Con due Autocaravan lasciamo Suzzara, il più impotante importante centro dell'OLTRE PO Mantovano, nota come la "Città del Premio", l'evento per eccellenza che ne caratterizza la vita culturale, e ci dirigiamo verso Palidano. Sostiamo per una breve visita a Villa Strozzi, già esistente dal 1582, ristrutturata ed ampliata a metà del XVII secolo, oggi sede dell'Istituto Agrario, frequentato da Mattia 1 e 2 ed Alessio che, all'unisono, esclamano" tirem drét par piasér". Percorrendo il sentiero del parco, scopriamo quello che rimane di una ghiacciaia, antico "frigorifero" della villa, nascosta tra la vegetazione.Proseguiamo per Moglia, dove visitiamo il “Museo Lineare delle Bonifiche”, accompagnati dal Sindaco e da Agnese Benaglia, responsabile e organizzatrice del museo, nel quale sono raccolti e conservati documenti e materiali iconografici ( foto, mappe, disegni e progetti ) relativi alla storia delle bonifiche e del territorio mogliese.Ammiriamo la Botte di S. Prospero “on the road”, mentre viaggiamo verso Bundanel.Il manufatto, che consente alle acque provenienti dalla Bassa Reggiana e Modenese di sotto passare il cavo Parmigiana-Moglia, è ben rifinito e curato dal punto di vista architettonico e presenta chiari segni di stile liberty.Arrivati in paese a Bondanello, sostiamo per osservare il chiavicone, malamente restaurato dopo una rovinosa tracimazione avvenuta nel 1960; ora però un finanziamento europeo consentirà la ristrutturazione secondo il progetto originario.
Prossimamente su questi schermi: Pegognaga, S. Bendetto Po…e altre sorprese!

In viaggio sull'argine maestro. Abbazia di Polirone. Tomba di Matilde di Canossa.Vangelo Miniato.Chiostro degli Abati.Scalone Agostiniano e Chiostro di S.Benedetto

Proseguendo per S. Benedetto percorriamo un tratto dell’Argine Maestro e di frequente ci avviciniamo alla via alzaia, orlata di pioppi che si specchiano nell’acqua.
Arriviamo direttamente nella piazza Teofilo Folengo dove si può ammirare l’ampia facciata del Monastero del Polirone, fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa, nonno di Matilde; il monastero è sempre stato punto di riferimento culturale e testimonianza artistica dell’operato benedettino.
All’interno della Basilica troviamo la Tomba di Matilde, la Cappella di S. Maria con pregevoli mosaici antichi rappresentanti le Virtù.
Una passeggiata nel cuore del Monastero è d’obbligo: ci addentriamo quindi nel Chiostro degli Abati, il più esterno, su cui si apre lo Scalone Barberiano che conduce all’ingresso del Museo della Cultura Popolare Padana collocato nella biblioteca settecentesca, nelle celle-dormitori dei monaci e nello “scriptorium” quattrocentesco: purtroppo però è attualmente chiuso.
Sul lato sinistro della Basilica si apre il chiostro di S. Benedetto, il più ampio, al quale però mancano due lati, in quanto rimaneggiato nel ‘500 e successivamente, nel ‘700. Da quest’ultimo si entra nel Refettorio Monastico, nel quale si può ammirare un esteso affresco del Correggio raffigurante l’Ultima Cena che impreziosisce la struttura muraria dell’edificio. (Continua…)


Immagini in ordine progressivo:Gonzaga, Chiesa di S.Benedetto.Centro storico con il pozzo e la Porta di accesso.Le immagini della chiesa di S.Lorenzo a Pegognaga.

Nuova tappa del percorso delle terre matildiche: Gonzaga.
Al termine di un lungo viale alberato sorge una chiesa romanica della fine del secolo undicesimo; sulla facciata che è stata completamente ricostruita è però ancora presente la traccia di un protiro che è ora scomparso.
All’interno troviamo un interessante capitello zoomorfo di epoca matildica.
Affascinante è la torre del Duecento, unico resto dell’antico castello dove noi, prese dall’atmosfera, ci siamo finte cortigiane per un pomeriggio danzando intorno al pozzo!
La quattrocentesca porta d’ingresso al borgo medievale presenta un stemma affrescato e un grande orologio. Suggestiva la piazzetta di fianco al municipio.
Lasciata Gonzaga ci fermiamo al laghetto delle Cave Margonara formatesi dall’estrazione dell’argilla da utilizzare nella vicina fornace; qui una graziosa famigliola di anatre si è buttata per il bagnetto quotidiano.
Proseguiamo per Pegognaga dove visitiamo la Pieve di S. Lorenzo; anche questa rimaneggiata in epoca recente ma con tre splendide apsidi semicircolari molto curate anche all’esterno con arcatelle sorrette da colonnine sono molto simili a quelle della chiesa di gonzaga e alla rotondo di S. Lorenzo a Mantova. La Chiesa è orientata con l’altare verso est affinché il sacerdote e i fedeli guardassero verso oriente da dove era venuta la luce di Cristo.